New to site?


Login

Lost password? (X)

Already have an account?


Signup

(X)

[ Strategia aziendale e collaborative innovation ]

Conclusioni

Moderatore: Paolo Ernesto Crippa

Alberto Di Minin, relatore di questa sessione, ci aiuta attraverso un estratto di suo articolo comparso sul Blog Nòva #Fuoriclasse  il 29 ottobre a tracciare una sintesi della sessione Strategia aziendale e collaborative innovation.
Se volete rimanere aggiornati sui suoi prossimi articoli sul Blog Nòva #Fuoriclasse  inviate una email a adm.public.relations-on@santannapisa.it e confermate la vostra iscrizione rispondendo alla richiesta di verifica.

Altro momento di confronto con l’ecosistema innovazione è stata la partecipazione al panel “Strategia aziendale e collaborative innovation” nell’ambito della conferenza 4T: Tech Transfer Think Tank da Jacobacci & Partners  Il convegno ha messo al centro la rilevanza di un approccio moderno e efficace al trasferimento tecnologico: all’insegna dell’idea di contemporary IP portata avanti dallo studio Jacobacci.

A farci balzare sulla sedia la testimonianza di Joe Jiang, avvocato che lavora per Kangxin, uno dei principali studi cinesi specializzati in proprietà intellettuale. Joe ci ha illustrato le caratteristiche del progetto di cooperazione tra Tsinghua University e Stanford, finalizzato alla creazione di “She Jian Tech”. Valore dell’accordo.. 500 milioni di dollari!

Il panel, coordinato da Paolo Ernesto Crippa, ha risposto ricordandoci alcuni elementi dell’ecosistema innovazione italiano. Cristiano Arrigoni, Direttore di Bergamo Sviluppo, ha evidenziato la rilevanza della formazione delle persone, ed il necessario affiancamento allo sviluppo di nuovi progetti imprenditoriali. Questa formazione può partire anche nelle scuole, anche lontano dal momento in cui un inventore diventa imprenditore.

Maurizio Rovaglio ha evidenziato le enormi possibilità rappresentate dalla sharing economy. Il ritardo italiano (ed europeo), la dominanza statunitense e cinese nella proposta di app e di piattaforme non vuol dire che sia troppo tardi per l’impresa italiana. Come valorizzare il ruolo di pro-sumers quando è la domanda a guidare l’innovazione? Molti imprenditori stanno trovando profittevoli occasioni di business nel dare risposta a questa domanda.

Claudia Miani ci ha portato la testimonianza di quello che avviene nella comunità delle dinamiche PMI dell’Emilia Romagna. La prova dell’internazionalizzazione è quella più dura e quella più utile per distinguere le aziende che riescono a fare un cambio di passo. Internazionalizzarsi non necessariamente da soli, suggerisce Claudia, che sottolinea come sempre più spesso sia utile definire percorsi di internazionalizzazione collaborativa.

Stefano Uberti, ricercatore presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università degli Studi di Brescia, ci ha regalato una dettagliata testimonianza, un vero e proprio case study di trasferimento tecnologico, in cui allineamento di modelli di business, attività conto terzi, proprietà intellettuale e contributo di studenti, manager e ricercatori sono stati gli ingredienti chiave. Stefano ha messo in evidenza ciò che ha funzionato e ciò che invece poteva essere gestito meglio. Solamente grazie ad analisi come queste, oneste e lucide, che possiamo progredire e dimostrare che il trasferimento tecnologico non è una strada a senso unico, ma è un processo di co-creazione tra università e industria.

In questo dialogo, un ruolo di piattaforma lo può avere la finanza. Ruggero Recchioni, che è a capo del team di Industry Innovation all’interno dell’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, ha evidenziato le iniziative promosse dalla sua banca per far incontrare domanda e offerta di innovazione. Così facendo un istituto finanziario può rendersi promotore di nuove opportunità di investimento e crescita.

Come andare dunque oltre al nanismo del nostro sistema innovazione e dare a Luca numeri più confortanti da commentare? Lo possiamo fare partendo dalla nostra posizione, ma superando l’attendismo che spesso lo caratterizza. Lo facciamo imparando a capire quello che siamo in grado di fare, ma anche i terreni su cui invece è necessario collaborare. Passare dalla teoria ai fatti vuol dire chiedersi se le regole ed i modelli di business con cui ci confrontiamo sono le migliori per innovare e uscire dalla nostra confort zone…”

Leggi tutto l’articolo

[ Contributi ]

[ Relatori ]

Moderatore
Paolo Ernesto Crippa

Partner Jacobacci & Partners

Cristiano Arrigoni
Direttore di Bergamo Sviluppo

Alberto Di Minin
Associate Professor - Institute of Management - Scuola Superiore Sant'Anna

    Joe Jiang
    Patent Attorney

    Claudia Miani
    Innovation & Management Advisor @ CM Consulenze Manageriali

    Ruggero Recchioni
    Head of Innovation for the Service Industry

    Stefano Uberti
    Ricercatore presso l'Università degli Studi di Brescia